La ragazza che non filava

C’era una volta, in un paese lontano, una ragazza bellissima ma molto pigra, così pigra che non voleva mai filare. Sua madre cercava di obbligarla, di convincerla in ogni modo a prendere in mano ago e filo, ma non c’era nulla da fare: la ragazza era così pigra da non voler mai filare. La madre le diceva sempre “Non troverai mai un buon marito, anche se sei bellissima, perchè sei troppo pigra”.

Un bel giorno la madre, che era stufa di fare tutto da sola e di non essere mai aiutata, sgridò molto duramente quella ragazza lazzarona. Al che la ragazza iniziò a piangere come una disperata, e a urlare e disperarsi.

Una regina passava fuori dalla casa in quel momento, sentì i lamenti della ragazza, e fece fermare la carrozza.

“Cosa sono queste urla che sento” chiese la regina “provenire da dentro la casa?”

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La madre, però, si vergognava immensamente di dover rivelare quanto la figlia fosse pigra e mancasse di iniziativa. Così raccontò una bugia alla regina, e le disse: “Vede, ho sgridato mia figlia perché non riesco mai a staccarla dal filatoio. Prosegue tutto il giorno nel filare, non cessa mai e non so come fare, io sono troppo povera e non posso procurarle abbastanza lino”.

Udendo queste parole, la regina rispose: “Buona donna, io amo sentire il rumore del filatoio e ho bisogno di una ragazza che fili per me tutto il giorno, facendo lenzuola e bei vestiti. Datemi vostra figlia, la porterò con me al castello. Sarà la mia personale filatrice, mangerà bene e dormirà meglio, non dovete più preoccuparvi per lei: potrà filare fin quanto desidera”.

La donna era piena di paura al pensiero che la regina potesse scoprire la verità, ma voleva liberarsi della figlia pigra, e così le consegnò la ragazza.

Una volta giunta nel castello, la regina portò la ragazza in una grandissima stanza, alta come un gigante, completamente piene di lino pregiato, proveniente dall’Oriente.

“Eccoti tanto lino quanto ne vuoi” disse la regina, indicando alla ragazza il grande filatoio nell’angolo. “Adesso potrai filare tutto il giorno. Quando avrai finito di filare tutto potrai sposare mio figlio e diventare principessa”.

La ragazza attese che la regina se ne andasse e quindi scoppiò a piangere disperata. Come avrebbe potuto, lei che non era in grado di maneggiare un ago, filare tutta quella quantità di lino? Non sarebbe riuscita neppure lavorando senza sosta dalla mattina alla sera per tutta la vita. Iniziò a piangere e rimase lì tre giorni senza fare nulla, chiusa nella grande stanza assieme al filatoio ed al lino.

Il terzo giorno la regina arrivò e vide che la ragazza non aveva neppure iniziato a cominciare a filare, e le chiese spiegazioni.

La ragazza rispose “Non lavoro per la tristezza di essere lontana da casa, ma da domani, lo prometto, inizierò a lavorare”.

La regina accetterò le scuse, ma la ragazza non sapeva più cosa fare. Piangendo, vide fuori dalla finestra tre donne che arrivavano in direzione del castello. Una di loro aveva un pollice larghissimo, una un labbro inferiore così grosso che toccava il petto, la terza invece aveva un piede gigante.

Le tre donne si avvicinarono alla finestra e chiamarono la ragazza, dicendole: “Noi possiamo tessere al posto tuo tutto quel lino, però tu in cambio dovrai invitarci a nozze, e farci sedere a tavola senza avere vergogna di noi, chiamandoci parenti”.

La ragazza accettò senza neppure pensarci su un secondo, e le invitò a salire. Le tre donne entrarono nella stanza e cominciarono il loro lungo lavoro. Filarono notte e giorno, giorno e notte, creando bellissimi capolavori con il lino pregiato.

Lavoravano assieme: la prima prendeva il lino con il dito, la seconda lo inumidiva, la terza invece lo lavorava battendo la macchina col piede, creando meraviglie. La regina vide i lavori che venivano fatti e non cessava di congratularsi con la giovane ragazza. Quando tutto il lino della stanza fu lavorato, allora le tre donne si congedarono dalla ragazza, dicendole: “Ricordati ciò che ci hai promesso! Noi verremo alle tue nozze”.

La ragazza presentò alla regina la stanza vuota, ed ella si affrettò per preparare il matrimonio con suo figlio il principe.

La ragazza chiese che alle nozze potessero partecipare le tre donne, che, disse, erano sue care parenti che avevano fatto molto per lei. La regina acconsentì. Il giorno delle nozze, era tutto perfetto, sposa e sposo erano bellissimi e splendidi.

Le tre vecchie donne si presentarono come pattuito alle nozze. La ragazza le accolse con calore: “Benvenute, cugine mie!”.

E lo sposo, vedendo la loro bruttezza e le loro deformità, domandò alla prima: “Perché hai un piede così largo?”.

“A forza di calcare il filatoio” ella rispose.

Allora lo sposo si rivolse alla seconda donna.

“Perché avete un labbro così largo?”

“A furia di bagnare il filo”, ella disse.

Lo sposo si rivolse alla terza donna.

“Perché avete un dito così grande?”

“A forza di prendere il filo del lino” disse la vecchia.

Allora il giovane sposo, impallidito, fece promettere alla sua sposa che non avrebbe mai più toccato un filatoio; e la ragazza fu salva e divenne principessa.

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