Il serpente bianco

C’era una volta un re che desiderava sempre pranzare con la sua corte; ma alla fine del pasto, egli voleva che un servo fidato gli portasse una pietanza coperta, che nessuno poteva vedere. Egli la mangiava da solo e senza che nessuno potesse capire cosa fosse.

Un giorno il servo fu particolarmente curioso di conoscere la pietanza segreta: dopo averla portata al re, la portò nella sua stanza ed aprì il vassoio. Nel piatto c’era un serpente bianco. Il servo ne assaggiò un pezzetto; ma appena l’ebbe fatto, si accorse di poter udire i discorsi degli animali.

Un giorno la regina smarrì uno dei suoi anelli più preziosi e, dato che era proprio il servo fedele ad avere l’accesso alle sue stanze, egli venne condannato per il furto.

Il servo era disperato e non sapeva come fare. Scese nel giardino e accanto allo stagno udì un’anatra che si lamentava con le compagne, dicendo: “Che pesantezza sullo stomaco oggi! Ho ingoiato un grosso anello d’oro”.

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Allora il servo prese l’anatra e la consegnò al cuoco, perché la preparasse per il pasto del re.

Quando l’anatra fu servita dal servo al sovrano, quest’ultimo vide che nella pancia aveva un anello d’oro, e si complimentò con il servo, dicendogli: “Chiedi pure tutto quello che vuoi e ti verrà dato”.

Ma il servo disse che voleva soltanto un cavallo ed un mucchietto di soldi per il viaggio, dato che voleva girare il mondo.

Prese il suo cavallo e partì per un lungo viaggio. Giungendo vicino ad un fiume vide tre pesci, ed udì i loro discorsi. Uno diceva: “Siamo rimasti incastrati fra le canne, ahimè, ora moriremo qui all’asciutto”.

Il servo udì e scese da cavallo per rigettare in acqua i pesci. I pesci, felicissimi, gli dissero: “Ci ricorderemo e ti ricompenseremo!”.

Il servo proseguì nel suo viaggio; mentre cavalcava, sentì la voce di una formica che diceva: “Quest’uomo a cavallo sta calpestando tutte le mie amiche formiche, se solo camminasse un poco più in là!”.

Allora il giovane fece spostare il cavallo, accontentando il re delle formiche, che rallegrato gli disse: “Ci ricorderemo e ti ricompenseremo!”.

Proseguendo nel viaggio, il servo si imbatté nella visione di due corvi che spingevano i loro piccoli fuori dal nido, dicendo loro: “Siete grandi, dovete badare a voi stessi, noi non possiamo più aiutarvi”.

I due piccoli corvi, a terra, non riuscivano a volare e piangevano: “Moriremo di fame, non riusciamo a badare a noi stessi”.

Il giovane allora scese da cavallo, cavò delle briciole di pane dalla propria casacca e nutrì i due uccellini, i quali felici gli dissero: “Ci ricorderemo e ti ricompenseremo!”.

Proseguendo nel percorso, giunse in una grande città, dove incontrò un messaggero a cavallo che percorreva le vie dicendo:

“Annuncio del Re! Chiunque voglia prendere in sposa la principessa dovrà affrontare la prova che ella gli richiederà. Se la supererà, otterrà la mano della principessa, altrimenti verrà condannato a morte”.

Nessuno degli abitanti della città si faceva avanti, perché a causa di quelle prove già molti avevano persa la vita.

Il giovane, però, che era coraggioso, decise di tentare.

Venne condotto in riva al mare, e la prima prova era quella di recuperare un anello gettato fra le acque impetuose. Se non ci fosse riuscito, sarebbe stato affogato.

Il giovane si gettò nel mare ma non riusciva a vedere l’anello, quando ecco i tre pesciolini che aveva salvato dalla morte spuntare dall’acqua portandogli una conchiglia. Egli la aprì e vi trovò l’anello. Raggiante, lo portò al re: la prima prova era stata superata.

La seconda prova consisteva nel recuperare dieci sacchi di miglio completamente sparsi sul terreno; il giovane avrebbe avuto una notte di tempo per farlo.

Nottetempo, il re delle formiche ed il suo esercito raggiunsero il giovane e lo aiutarono a raccogliere tutti i chicchi di miglio.

La principessa fu stupita, ma sottopose il giovane all’ultima prova: raccogliere una mela dell’albero della vita.

Quest’albero era così alto che nessun essere umano era mai riuscito ad arrampicarsi. Ma i due corvi ai quali il giovane aveva salvato la vita udirono la richiesta della principessa e volarono alti, fino ai rami dell’albero, raccogliendo la mela e porgendola al giovane.

Allora il Re proclamò le nozze ed i due si sposarono, e quando il vecchio sovrano morì, il servo divenne Re.

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