Il vestito nuovo dell’imperatore

C’era una volta, in un paese lontano moltissimi chilometri da qui, un Re così vanitoso, ma così vanitoso come mai nessun altro al mondo. Il Re amava vestirsi bene, aveva un armadio con migliaia di abiti, e cambiava vestito ad ogni ora della giornata. Aveva almeno una cinquantina di sarti tutti per lui che gli creavano ogni giorno un meraviglioso vestito nuovo, utilizzando la seta d’Oriente e le più pregiate stoffe di Venezia.

Il re passava le sue giornate pavoneggiandosi di fronte agli specchi del suo palazzo, guardandosi e ammirandosi nei suoi vestiti. Il suo sarto prediletto, al quale il re ogni giorno chiedeva un nuovo vestito, un bel giorno fu sull’orlo della disperazione. Aveva esaurito la fantasia: ogni tipo di vestito che il sovrano potesse immaginare, ce l’aveva già nell’armadio. Non sapeva più cosa fare per accontentare la vanesia del re.

Ad un certo punto ebbe un’idea: s’inventò un tessuto dal nome nuovo, del tutto inesistente, che cambiava forma e colore ad ogni momento. Inoltre questo tessuto sarebbe stato del tutto invisibile ad ogni personal stolta, ignorante oppure stupida: solamente le persone dotate di intelletto superiore avrebbero potuto vedere questo meraviglioso tessuto. Il re fu subito entusiasta della novità e chiese al suo sarto di far spedire dall’Oriente metri e metri di questo tessuto, perché voleva farsi un vestito del tutto nuovo.

“Indossando quei meravigliosi abiti” pensava il re “riuscirò a capire quali dei miei sudditi sono stolti e quali intelligenti”.

E intanto passavano le settimane, ma del tessuto nessuna traccia. Il re chiedeva al sarto spiegazioni, ed egli rispondeva che, essendo un tessuto delicatissimo e perfetto, per produrlo appositamente per il re ci sarebbero voluti mesi e mesi.

Finalmente, però, al termine di una lunga attesa, arrivò il tanto agognato pacco con i vestiti invisibili. Il Re aprì il pacco e rimase colpito: egli non vedeva assolutamente nulla! Ma siccome non voleva apparire stolto o ignorante di fronte alla popolazione, egli finse di vedere del tessuto splendido, ed iniziò a lodare il sarto.

Il vestito nuovo dell'imperatore

Il sarto gli confezionò nei giorni seguenti un vestito di tessuto invisibile. Il Re, convinto che il vestito fosse vero, lo indossò ed uscì in mezzo alla popolazione per farsi ammirare con il nuovo abito.

La popolazione, timorosa del re, non osò dirgli che era del tutto nudo. Ma quando il sovrano passò di fronte ad un bimbo che era in braccio a sua madre, la voce del bambino si udì nel silenzio generale: “Ehi, ma il re è nudo!”.

Immediatamente un brusio si diffuse nella popolazione, e tutti cominciarono a commentare che il re era nudo. “Il re è nudo! Il re è nudo!” cominciò ad urlare qualche coraggioso dal mezzo della folla. In breve tutti iniziarono ad indicare il sovrano e a ridere come forsennati.

Il Re inizialmente pensò che tutti i suoi sudditi fossero ignoranti, ma poi comprese che la realtà era proprio quella: non aveva indosso niente se non i suoi mutandoni, la corona e lo scettro!

Il sarto dovette fuggire in un paese lontano lontano e cambiare lavoro per avere salva la testa, ed il re per la vergogna non si fece più vedere in pubblico, ma almeno imparò ad essere meno vanitoso.

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