L’elefante smemorato

Un giorno Giusy stava camminando per un gran prato, raccogliendo fiori e godendosi l’aria fresca. Ma ad un tratto vide di lontano una grossa roccia grigia, che si muoveva. Giusy, incuriosita, si avvicinò e solo allora si accorse che quello che aveva visto non era in realtà una roccia, ma un grande elefante.


La povera bestia si dondolava da una zampa all’altra e si lamentava – Hoi ohi hoi –

– Buon giorno signor elefante – disse Giusy, – perchè ti lamenti e dondoli impensierito? –

Il grosso mammifero alzò il testone, sbatte le orecchie e tutto sconsolato spiegò alla piccola che si era perso, ormai da ore non riusciva a ritrovare la strada di casa e no sapeva cosa fare.

– Ti aiuterò io – disse Giusy – come ti chiami? –

– Hem, hum… per la verità in questo momento non me lo ricordo, mi sembra di chiamarmi… no ma forse mi chiamo… non mi ricordo proprio il mio nome –

Giusy sorrise e pensò che questo elefante era proprio strano, dicono che gli elefanti non dimenticano niente, e che hanno una memoria infallibile, ma forse questo non vale per tutti.

Così iniziò a camminare cercano qualche traccia per riportare a casa il suo nuovo amico senza nome, e proprio allora camminando si accorse che le impronte grandi e fonde dell’elefante avevano camminato in circolo per molto tempo.

– Ti ricordi qualche cosa della tua casa? –

– Si, si, disse l’elefante tutto entusiasta, è una casa, vicino a… no aspetta forse è una grotta… no no è una stalla…  no non mi ricordo  –

Giusy ridacchiò un pochino, ma siccome iniziava a giungere la sera decise che avrebbe portato l’elefante a casa con lei, e l’indomani magari il grosso pachiderma una volta riposato si sarebbe ricordato qualche cosa.

Così i due si incamminarono verso casa di Giusy, abitava in una grande fattoria, dove c’era un enorme fienile, che servì da ricovero per la notte all’elefante. – Finché non ricordi il tuo nome ti chiamerò Billy! –

Il giorno dopo Giusy portò la colazione a Billy e gli chiese se per caso ricordava qualche cosa – Si si certo, casa mia è vicino alla montagna, no non aspetta, vicino al lago, o forse vicino al campo di girasoli… non sono sicuro! – Giusy rise. Passano i giorni, i mesi e gli anni, e una bella mattina Billy arrivò tutto contento da Giusy

– Finalmente mi sono ricordato: casa mia è in una grande fattoria, dove c’è un enorme fienile, io vivo lì dentro e c’è una bambina che è molto mia amica e sempre stiamo insieme, si chiama Gina, o Girella, o Gigetta, non sono sicuro –

Giusy rise fino alle lacrime, – si si è vero, questa è casa tua! – Da quel giorno non parlarono mai più della vecchia casa di Billy, lui abitò nella grande fattoria per tutta la sua vita, ma continuò ad essere per sempre un grande elefante smemorato!

elefante

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